lunedì 28 ottobre 2013

BORN IN USA



Con questa fantastica canzone di Bruce Springsteen inizio questo nuovo post.
Oggi vi propongo uno shooting ispirato all'america o meglio allo stile dei college americani.
Gli New York Yankees sono una delle squadre professioniste di baseball della Major League Baseball (MLB) e anche la più forte.
Le loro divise, i loro cappellini e soprattutto il loro simbolo hanno iniziato a spopolare come abbigliamento da passeggio e non solo da gara.
In questi scatti ho voluto raffigurare una ragazza che osserva la partita gustandosi un un bel cheesburger, dei pop-corn e bevendo della coca-cola.




Il baseball è uno degli sport più popolari negli Stati Uniti.

Nei primi anni del 1700 appaiono in Inghilterra tracce inequivocabili dell’esistenza di un gioco chiamato ‘Baseball’. Thomas Wilson in un suo scritto lo disapprova completamente. Nel 1744 John Newbry pubblica un libro chiamato A little pocket book e che contiene una poesia che inneggia a questo gioco. Il volume stampato nella Madre Patria arriva nelle Colonie d’America nel 1762. Nel 1748 anche il Principe di Galles Frederick accorda la propria preferenza al gioco.
Il baseball sbarca sul Continente nel 1810. In Francia viene pubblicato Les yeux des jeunes garçons, che contiene le regole per un gioco da praticarsi con mazze e palline e che prevede la corsa sulle basi.
Nel 1818 una citazione per il baseball appare addirittura nel libro di Jane Austen Northanger Abbey. Pubblicato postumo, il romanzo è stato scritto in realtà nel 1798.
La prima partita disputata nel Continente Americano si sarebbe svolta in Canada, precisamente a Beachville (Ontario) nel 1838. E’ quanto sostengono gli storici canadesi e l’ipotesi per forza di cose non è particolarmente sostenuta dai loro colleghi statunitensi.

Chiunque negli Stati Uniti è convinto che il baseball sia stato inventato da Abner Doubleday(che sarebbe successivamente diventato un eroe nelle guerre contro il Messico e gli Indiani Seminoles) nel 1839 a Cooperstown (New York), città non a caso sede della ‘Hall of Fame’ del baseball americano. A Doubleday sono riconosciute la primogenitura del ‘diamante’, l’invenzione dei ruoli e delle regole.
Nel 1869 nascono i Cincinnati Red Stockings, la prima squadra professionistica di baseball. Sono anni nei quali il potere dei giocatori è enorme. Sono loro a gestire i campionati e a dettare le regole.





I primi anni del nuovo secolo sono conosciuti comeDead Ball Era, sia per il dominio dei lanciatori sui battitori (è l’epoca di Cy Young, il più celebre dei lanciatori), che per il fatto che il costo sproporzionato di una pallina (3 dollari) induce le squadre ad acquistarne pochissime. Non sono in effetti rari i casi di gare iniziate e finite con la stessa pallina in campo.
Tra i battitori qualcuno riesce comunque a primeggiare: è il caso del leggendario Ty Cobb, l’uomo che introdusse la scivolata nel baseball e fu capace di chiudere la carriera con l’impressionante media vita di .366.



Il baseball è tornato il passatempo preferito degli Americani, tanto che sia le Grandi Leghe che le Minor Leagues polverizzano i record di presenze allo stadio.



Il baseball rappresenta una porzione importante dell'immaginario statunitense. 
Con la sua capacità di affabulare e di integrarsi con l'industria dello spettacolo, è un modello per gli altri sport di squadra.
Tra le tante differenze che separano l'America dall'Europa, lo sport può essere considerato un buon esempio: è facile poi ridurre tale differenza a una contrapposizione tra il baseball e il calcio, gli sport forse più diffusi sulle due sponde dell'Oceano Atlantico. La contrapposizione però non rende giustizia al diverso spessore culturale che le due discipline hanno, senza contare che il calcio è probabilmente lo sport più seguito e praticato al mondo.
Il baseball è genuinamente americano: è cresciuto e si è evoluto insieme alla nazione dove è nato, con un ruolo centrale nell'immaginario collettivo. Si potrebbe dire infatti che il baseball è tanto importante quanto la frontiera, il West, nel dare forma a ciò che è autenticamente «americano». Forse lo è addirittura di più: in un modo più complesso e contraddittorio del mito della frontiera, il mito del baseball rappresenta qualcosa che accompagna la vita pubblica, in un articolato gioco di rimandi e influenze reciproche.



Fatemi sapere cosa ne pensate di questo shooting! 
Un abbraccio a tutti!

6 commenti:

  1. bellisima idea! sei davvero brava!
    Nuovo post sul mio blog…. mi fai sapere cosa ne pensi?
    Nameless Fashion Blog
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  2. Bellissime foto!! Davvero tanti complimenti! :)

    http://glamcarpet.wordpress.com

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  3. Davvero bellissima! Adoro questo servizio fotografico :)

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