mercoledì 4 giugno 2014

Le eccellenze dell' Enogastronomia della Romagna

"La Romagna è una terra che si può scoprire e conoscere attraverso tante sue sfumature. Sedersi a tavola nei ristoranti, trattorie, enoteche o semplicemente nelle case dei romagnoli, è un modo giusto per venire a contatto con la vena culinaria di questa terra."

Simbolo per antonomasia della cucina romagnola, la piadina è la regina di tutte le tavole.
Da un soffice e tondeggiante impasto di farina, acqua, strutto e sale, prende forma un alimento che nasce povero, ma acquista grande rilievo sulle tavole più ricche e golose.
La mia preferita è crudo, squacquerone e rucola.


(nutella e cocco)

(crudo, squacquerone e rucola)

(porchetta, rucola, pomodori e squacquerone)

(petto di pollo, rucola, squacquerone e pomodori)

Se andate a Misano Adriatico, dove sono andata io, vi consiglio vivamente la Piadineria "Il Capriccio di Gola", assolutamente la migliore! 


Lo squacquerone (detto anche in romagnolo squäquaròn) è un formaggio fresco e cremoso di colore bianco, oggi diffuso in tutta l'Emilia Romagna. Il nome ha origine dal dialetto squaquaron, ad indicare l'elevata "acquosità" di questo formaggio che, essendo molto molle, tende ad assumere la forma dell'oggetto in cui è contenuto; è molto simile allo stracchino o alla crescenza, ma dalla consistenza più liquida.


Già noto 3000 anni fa, lo scalogno è tipico della provincia di Ravenna. Nasce dalla coltura dei suoi bulbi originari, un mix naturale fra aglio e cipolla, che insaporisce sughi, zuppe, insalate e secondi piatti.


Sulle Colline di Romagna le olive vengono raccolte a mano con il metodo della battitura e spremute a freddo nelle antiche macine. Nasce così un olio denso e profumato, dal colore giallo oro, l'olio extravergine di oliva.


I cappelletti, asciutti o in brodo, sono un primo doc in Romagna. Da quadratini di sfoglia ripiena prendono forma dei piccoli cappelli, chiusi a mano. 
Ripieni di carne, formaggio o del loro mix, sono amati da tutti i gourmet.


L'anguilla è la specialità tipica di Comacchio, è servita sulle tavole di tutta la riserva romagnola. Cucinata arrosto, marinata, in brodetto o in spiedini, il sapore salmastro e intenso è una delizia culinaria, tipicamente natalizia.


Il formaggio di Fossa: a Sogliano al Rubicone ogni anno per S. Caterina si aprono le fosse disseminate per il borgo, dopo 90 giorni di stagionatura. Era il 1500 quando per sbaglio si scoprì questo metodo.


Il tartufo bianco è un nobile tubero autunnale. Ottimo a scaglie per insaporire primi e secondi di carne. A Sant'Agata Feltria si festeggia la sua bontà a novembre con la tradizionale sagra di grande richiamo.


Dall'impasto più semplice, fatto di acqua e farina, nasce lo strozzaprete. La sfoglia della tagliatella, con un abile gioco di mani, viene lavorata ritorta su se stessa, cambia spessore e forma.


Il miele millefiori è ambrato e granuloso, deriva dalle fioriture dell'Appennino e viene influenzato dai luoghi, dalle fioriture e dalle scelte dell'apicoltore. 


La ciambella (senza buco) è il dolce romagnoolo per eccellenza. Il tradizionale filone simbolo della cività contadina viene accompagnato a del buon vino. Una ricetta tramandata a voce dalle nonne fino ai nostri giorni.


Mentre quanto riguarda il vino, il più rinomato è il Sangue di Giove, ma i vini tipici, bianchi o rossi, dolci o secchi, fermi o frizzanti, sono numerosi e costituiscono una schiera di prodotti di qualità. Dall'Albana e Sangiovese di Romagna fan seguito Trebbiano, Pagadebit, Cagnina.

Ora vado a prepararmi una piadina, buon pranzo a tutti!

1 commento: